Simone Scuffet, cresciuto nel club della sua città natale, viene aggregato alla prima squadra dell’Udinese da Francesco Guidolin nell’estate 2013. Primo giocatore friulano ad indossare la maglia bianconera 10 anni dopo Fabio Rossitto, esordisce in serie A l’1/2/2014, a 17 anni, in trasferta contro il Bologna (vittoria 0-2), a causa di un infortunio del portiere titolare Željko Brkic. A seguito di prestazioni sempre più convincenti, mantiene il posto anche quando il serbo recupera dall’infortunio, mostrando in campo sicurezza e reattività notevoli per la sua giovane età. Chiude la sua prima stagione da professionista totalizzando 16 presenze, subendo 22 gol e mantenendo la porta inviolata in 6 occasioni. Il 9/6/2014 firma un nuovo contratto quinquennale con il club bianconero. Il nuovo tecnico Andrea Stramaccioni gli preferisce il più esperto Karnezis e così nella seconda annata gioca solo 2 partite in campionato e 3 in Coppa Italia. Il 6/8/2015 passa in prestito al Como, neopromosso in serie B. Qui colleziona 35 gare con 52 reti incassate non riuscendo ad evitare l’immediata retrocessione dei lariani in Lega Pro. Rientrato all’Udinese, il nuovo allenatore Giuseppe Iachini gli riconsegna il ruolo di vice Karnezis. Con l’Italia Under 17 ha partecipato ai Mondiali di categoria del 2013, distinguendosi come uno dei migliori della selezione azzurra. Dal 10 al 12 marzo 2014 viene convocato per uno stage dal CT della Nazionale maggiore Cesare Prandelli, organizzato allo scopo di visionare giovani calciatori in vista dei Mondiali 2014. Dopo aver fatto parte dell’Under 19, attualmente milita nell’Under 21.

RELAZIONE TECNICA

a cura di PAOLO FOTI del 15/04/2015

Foti Paolo commentiAncor prima di esordire in serie A e conquistare il posto da titolare, già possedeva tutti i requisiti tecnici di un portiere: sa come interpretare lo stacco in presa alta, come posizionarsi in funzione della traiettoria, come respingere di pugno, come tuffarsi e così via. Spesso la difficoltà sta nel mettere in pratica queste conoscenze, oltre che in allenamento, anche nelle gare vere e lui ci sta riuscendo benissimo, rende funzionali i suoi pregi all’interno della partita. E’ chiaro che un ragazzo di 17 anni e mezzo titolare in serie A fa notizia, tutto viene esaltato perché molto giovane. In realtà sembra già un veterano, parla tanto con i compagni, è furbo e smaliziato. Caratterialmente si lascia scivolare un eventuale errore senza che gli pesi ed il mio consiglio è quello di mantenere questa spavalderia e sfrontatezza, qualità che col tempo possono venire a cadere. Più aumenterà il numero di partite giocate e quindi il livello di esperienza, più migliorerà, è comunque un predestinato.





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