Serie A, Splendore: “Dybala fa paura. Napoli, attento a Inzaghi!”

Paulo Dybala
Paulo Dybala

Turno infrasettimanale di campionato con i primi incroci delicati. Ne parliamo con Fabio Massimo Splendore del Corriere dello Sport-Stadio.

L’anticipo di oggi è Bologna-Inter. Spalletti può stare un giorno in testa da solo. E poi chissà, visti gli incroci Lazio-Napoli e Juventus-Fiorentina di dopodomani…
«Spalletti all’Inter finora ha dato razionalità, una rosa un po’ più lunga, soprattutto in difesa, lo avrebbe aiutato. Mi sembra un po’ in debito il Bologna che gioca in casa e ha perso le ultime due. Per me questa non è una partita dall’esito scontato, in un campionato che invece presenta sempre più partite “scritte” per il forte divario che c’è tra sei/sette e le altre».

Andiamo subito ai due incroci? Juventus-Fiorentina…
«Una sfida carica sempre di motivazioni. Pioli sta trovando il filo della squadra viola, la Juventus in casa sbaglia praticamente niente. Questo Dybala può fare paura a tutti, il ritardo di Higuain ancora non preoccupa anche perché non è mai partito lanciato. La Fiorentina proverà a fermare la Juve, non credo riuscirà a batterla»

Lazio-Napoli esame per Simone Inzaghi?
«Un altro? Ormai direi non più. Inzaghi i suoi esami li ha fatti e superati. E’ un rammarico, credo anche per lui, avere una rosa un pochino corta, ma se c’è una squadra che con la sua razionalità può mitigare la verve del Napoli questa è la Lazio. Sarri fa segnare a valanga i suoi, a Inzaghi basta Immobile che è scatenato. Da una parte e dall’altra ci sono due centrocampisti che adoro, al di là di quella che saranno le scelte di Sarri: parlo di Milinkovic e Zielinski, gente che ha caratura europea di primissimo livello. Certo che il tecnico della Lazio dovrà registrare la fase difensiva contro questo Napoli qua».

Le neo promosse: Benevento-Roma, Milan.Spal, Verona-Sampdoria. I maligni dicono che il finale di stagione rischia di essere già scritto…
«E i maligni sbagliano. Perché il Crotone della scorsa stagione dovrebbe avere insegnato. Conosco Fusco, il ds del Verona, un professionista che lavora su intuizioni felici. Questo Verona però mi sembra la squadra in maggiore involuzione. Deve vincere in casa, deve scuotersi. Sennò è dura. La Spal deve reagire dopo il ko di Cagliari, oggettivamente delle tre è quella che ha fatto vedere le cose più beneauguranti: certo che con il Milan a San Siro è un po’ dura. E Semplici giustamente si è stanzato di incassare complimenti come con l’Inter. Vuole punti. Il Benevento ha trovato il Napoli che può far male a tutti o quasi in quel modo lì. Certo, adesso troverà la Roma che proprio contro il Verona ha cominciato a fotografare certezze».

Basta Verona per promuovere la Roma?
«La Roma ha aperto un nuovo ciclo. Ha un tecnico competente, onesto, fermo. Forse più fermo di quanto non possa sembrare a chi vuole leggere in quegli occhi a volte sgranati la paura. Invece per me è un carico di concentrazione il suo. Ho sentito etichette fuori posto, smentite anche da suoi giocatori del passato oltre che dai fatti. Il 4-3-3 è il punto di partenza, da non rinnegare ma eventualmente da tarare. Pellegrini è centrocampista di primissimo livello e si è visto: se Gagliardini è costato 30 lui vale già 40. Ünder può diventare qualcosa di davvero importante. Florenzi è tornato e addosso ha l’argento vivo. E c’è ancora tanto da scoprire: da Schick, a Karsdorp, a Gonalons (che credo giocherà) e Defrel. Attenzione a Defrel: sta sacrificando il suo egoismo di attaccante per la squadra. Merita gratitudine, stima e incoraggiamenti. Da parte di tutti. Arriveranno anche i gol».

L’ultimo quartetto: Atalanta-Crotone, Cagliari-Sassuolo, Genoa-Chievo e Udinese-Torino.
«Ci sono due squadre che possono entrare, a mio giudizio, tra le nuove sorprese che ogni stagione ci regala, temo una delle due proprio a scapito del Sassuolo: il Torino, prima del Cagliari, che è l’altra. Rastelli ha Barella, uno dei migliori talenti del campionato italiano: vedrete cosa faranno Inter e Roma da qui a gennaio per anticipare una l’altra, come è stato per Nainggolan (tra l’altro, stesso manager). Mihajlovic ha una squadra tagliata per il suo calcio e un attaccante che può dare lo scarto verso avanti decisivo. Il Genoa deve cominciare a vincere se no sono guai, l’Atalanta non ha un avversario facile, ma Gasperini in casa non vuole più lasciare punti».

Competenze

Postato il

19 settembre 2017





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