Parla l’agente Marchione: “Vi racconto i segreti della Masìa, ecco come ho portato Icardi in Italia. Alle big consiglio…”

Parla l’agente Marchione: “Vi racconto i segreti della Masìa, ecco come ho portato Icardi in Italia. Alle big consiglio…”

Metti un italiano in Spagna: “Ho iniziato a lavorare nei campi di periferia a Barcellona – racconta l’agente Nunzio Marchione in esclusiva per World Soccer Scouting – lì si incontrano tanti giocatori forti e si lavora molto sulla tecnica. Ho iniziato frequentando il Badalona, oggi in C1. All’inizio ho lavorato con l’agenzia di Ulisse Savini e Letterio Pino, ho fatto i primi passi seguendo Icardi e Keita”. Tanti i giovani che ha portato in Italia: da Casasola (Trapani) a Seck (Carpi) passando Machin (Lugano), tutti di proprietà della Roma. E ancora Diallo che gioca con la Primavera giallorossa e Touré negli Allievi della Fiorentina.

Com’ è andata la trattativa che ha portato Icardi in Italia?
“All’inizio del suo terzo anno al Bacellona giocava meno perché Rafinha era schierato falso nueve. Io gli avevo parlato molto dell’Italia: il suo idolo era Batistuta e Mauro è sempre stato interista, da piccolo aveva il poster di Zanetti in camera. Il capo osservatore della Sampdoria Riccardo Pecini è venuto a vederlo un paio di volte e l’ha portato in Italia vincendo la concorrenza di Napoli, Palermo e Roma”.

In quel Barcellona c’era anche Deulofeu.
“Era sicuramente il giocatore che faceva più effetto. L’unico limite che aveva era il tiro in porta, e gli è rimasto ancora oggi. Ma per come salta l’uomo possiamo dire che è tra i venti migliori in Europa e sono sicuro arriverà tra i primi cinque/sei giocatori. Al Milan si è ambientato alla grande anche grazie a Montella e al suo gioco, poi in squadra c’è Suso con il quale ha giocato nelle giovanili della Spagna”.

Qual è il segreto della Masìa?
“Prima di tutto la grande disciplina e il fatto che il singolo viene sempre messo dopo il collettivo. Un altro segreto che viene insegnato ai bambini è il fatto che se si tiene la palla ci si diverte e si vince, se si perde si è scontenti e si deve rincorrere l’avversario. Il Barça ha un’identità ben precisa, una filosofia che hanno ripreso dall’Olanda grazie a Cruyff”.

“Asensio del Real è il miglior giovane in Spagna”

Chi è oggi il giocatore più promettente del settore giovanile del Barcellona?
“Sicuramente Carles Aleña, classe ’98: è un giocatore molto bravo ad agire tra le linee, a gestire palla e verticalizzare il gioco”.

Un giovane spagnolo da consigliare ai club italiani?
“E’ complicato dirne uno… scelgo un giocatore difficilmente abbordabile ma che secondo me è il numero uno tra i giovani spagnoli in questo momento: Marco Asensio del Real Madrid”.

Un giocatore che la Juve potrebbe incontrare in Champions.
“Il Real secondo me è la candidata numero uno alla vittoria finale, ma la Juventus viene subito dopo. Ha fatto una gran partita contro il Barcellona senza subire reti, ma diciamo che la qualificazione l’ha conquistata all’andata. In semifinale penso che il Monaco sia la squadra più abbordabile”.

Nel tuo lavoro hai scelto di seguire molti calciatori giovani.
“Ho iniziato a lavorare con i giovani quando in Italia venivano lanciati poco, negli altri Paesi avevano più spazio. Lavorare con i ragazzi dà sicuramente molta soddisfazione: Walter Sabatini mi ha insegnato che non esistono giocatori giovani e meno giovani, ma calciatori forti o scarsi. E io ho fatto mia questa frase”.

Ti sembra che ultimamente in Italia stiano cambiando le cose e si stia dando più spazio ai giovani?
“Forse sì, anche se oggi mi sembra che questo cambiamento sia dovuto più a problemi economici e alla necessità di fare plusvalenze”.

Chi è secondo te il giovane più forte in questo momento?
“Mi piace scegliere un italiano, dico Andrea Belotti”.

In estate hai portato il ’99 Maoudo Diallo Roma. Come sta andando?
“Ora ha un problema all’adduttore, ma è un ragazzo che sta crescendo e si è allenato anche in prima squadra ricevendo consigli da De Rossi, Strootman e Rudiger. E’ un terzino che può giocare a destra o sinistra, e il prossimo anno credo salirà fisso in Primavera”.

Un altro ragazzo che segui e sta facendo molto bene ultimamente è Tiago Casasola della Roma, in prestito al Trapani.
“E’ la prima volta che gioca terzino destro e si sta trovando molto bene, tanto di cappello a Calori che ha saputo valorizzarlo al meglio in quel ruolo. Ora siamo concentrati sulla salvezza del Trapani che fino a poco fa sembrava impensabile, poi vedremo cosa fare con la Roma”.

Se dovessi consigliare un giovane sudamericano alle italiane che nome faresti?
“Alexander Barbosa, un difensore centrale sinistro classe ’95 del River Plate in prestito al Defensa y Justicia. Secondo me potrebbe già giocare in un top club in Serie A”.

Qual è il rimpianto più grande nella tua carriera?
“Una delle prime volte che andai in Argentina mi impressionò molto un ragazzo, si chiamava Paulo Dybala. Lui aveva 18 anni ed era capocannoniere con l’Instituto, io ero riuscito ad avere il mandato per la mia agenzia grazie a La Paglia, ma in quella sessione di mercato non l’ha voluto nessuno. In Italia avevo proposto anche Josè Maria Gimenez quando era al Danubio ma non c’era nessuna squadra interessata. Oggi gioca all’Atletico Madrid”.

 

Competenze

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Postato il

20 aprile 2017





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