Marino: “Stavo per portare Lewandowski a Napoli. Kessie? Me l’aveva chiesto il Monaco, ora occhio alla Premier”

Marino: “Stavo per portare Lewandowski a Napoli. Kessie? Me l’aveva chiesto il Monaco, ora occhio alla Premier”

Un nome una sicurezza: Pierpaolo Marino. Cuore diviso tra Napoli e Bergamo, dove in cinque anni ha risollevato il club mettendo le basi per quella squadra che ora sta volando in campionato: “Merito di Gasperini e di Percassi, che ha investito molto sul settore giovanile da quando è tornato nel 2010 – racconta Marino in esclusiva su World Soccer Scouting – l’Atalanta per spessore imprenditoriale potrebbe essere paragonata a Inter o Milan. C’è un rapporto di passione e gratitudine tra Percassi e il club nerazzurro, quasi da libro Cuore. Con l’acquisizione dello stadio possiamo considerarla il Leicester italiano”.

Ha visto crescere Caldara. Che ricordi ha?
“Quando c’ero io ha debuttato in Serie A, poi è andato in prestito a Trapani. L’ho seguito dalla Berretti alla Primavera: è un ragazzo serio, giocatore di qualità sia tecniche che umane che faceva tanti gol fin dai tempi delle giovanili. Già da piccolo si vedeva che sarebbe diventato un gran giocatore: aveva il carisma del leader”.

Secondo lei è pronto per la Juve?
“Assolutamente sì. Avrà bisogno dei suoi tempi di inserimento com’è successo anche ad altri giovani arrivati in bianconero, ma è stato sicuramente un grandissimo acquisto”.

Pazzini, Montolivo, Bonaventura e tanti altri. Qual è il segreto del settore giovanile dell’Atalanta?
“Innanzitutto si investe molto sul settore giovanile, e poi si ha la pazienza di aspettare: si lavora su ragazzi di 10/11 anni, si crescono sia uomini che giocatori”.

Che impressione le ha fatto Kessie la prima volta che l’ha visto?
“Il giocatore l’aveva scoperto Maurizio Costanzi, successore di Favini. Era arrivato per fare un provino ed è rimasto dopo l’ok di Colantuono. Avevo notato subito la grande fisicità: all’inizio giocava da difensore e come tutti gli africani che arrivano in Italia aveva limiti dal punto di vista tattico. Credo che la sua fortuna l’abbia fatto Drago quando a Cesena l’ha spostato centrocampista: in quel ruolo è esploso. Quando era in bianconero mi aveva chiamato il Monaco, poi sfumò tutto perché già ai tempi chiedevamo tanti soldi per il giocatore”.

Si parla di un testa a testa tra Roma e Milan, quale sarà secondo lei il suo futuro?
“Se le italiane non si sbrigano, potrebbero andare all’estero. Alcuni intermediari inglesi mi hanno chiamato per chiedermi informazioni sul giocatore e stanno spingendo molto”.

A Napoli ha portato Hamsik e Lavezzi, che trattative sono state?
“Hamsik a Brescia giocava poco, ho avuto coraggio e De Laurentiis mi ha aiutato investendo 5,5 milioni per un giocatore di Serie B. Abbiamo anticipato l’Inter che era sul giocatore. Lavezzi, invece, mi ha folgorato perché ero convinto che avrebbe avuto la capacità di polarizzare l’entusiasmo dei napoletani. Lo voleva anche l’Atalanta che aveva Ruggieri in Argentina, Ma io sono riuscito a chiudere la trattativa dall’Italia grazie all’amicizia con l’allenatore del San Lorenzo Ramon Diaz, mio giocatore ai tempi dell’Avellino”.

“A Udine ho rilanciato Spalletti, poi mi ha fatto diventare pelato…”

Lei non ha scoperto solo giocatori, ma anche allenatori. Portò Spalletti a Udine, per esempio.
“L’ho rilanciato dopo due retrocessioni con Venezia e Sampdoria. Gli ho dato fiducia in un momento difficile della sua carriera. Mi ricordo che giocammo la prima partita a Reggio Calabria con la Reggina: vincevamo 1-0, poi al 93’ ci segnò Taibi di testa. Lui venne da me e mi disse: ‘Hai preso l’allenatore più sfigato d’Italia’.

C’è un aneddoto che la lega a Spalletti?
“Sono diventato pelato per “colpa” sua: prima di un Modena-Udinese lui era convinto di vincere e mi disse: ‘Se vinciamo ti devi fare pelato come me’. E alla fine vincemmo”.

Che idea si è fatto della vicenda Totti?
“E’ sempre difficile l’addio di grandi giocatori: qualche errore nella comunicazione c’è stato da parte di tutti, forse il meno colpevole è Totti che è rimasto più zitto degli altri”.

Quale sarà il colpo del prossimo mercato?
“Chi prenderà Schick farà l’acquisto dell’anno: in questa stagione ha dimostrato di essere un top player. Ma anche chi prenderà Conti farà un affare, ormai sembra che sia a un passo dal Napoli”.

Quali sono gli acquisti dei quali è più soddisfatto?
“Ne ho fatti tanti. Tra tutti, quelli di Hamsik, Lavezzi e Francesco Romano al Napoli e l’arrivo di Iaquinta all’Udinese”.

Ma è vero che stava portando Lewandowski al Napoli?
“E mica solo lui, anche Modric e Huntelaar. Alla fine sfumarono tutti: Lewandowski giocava nel Lech Poznan, non lo lasciarono partire nonostante la nostra grande offerta”.

Competenze

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Postato il

13 maggio 2017





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