L’agente Pagliari: “Vi racconto il sogno di Gabbiadini. Milan, prendi Brandt”

L’agente Pagliari: “Vi racconto il sogno di Gabbiadini. Milan, prendi Brandt”

Riavvolgiamo il nastro. Gennaio 2017, ultimi minuti di mercato. Le lancette girano veloci, Gabbiadini al Southampton è fatta ma… l’ufficialità ancora non arriva. Tic toc, tic toc. Trattativa chiusa sul gong. Manolo vola in Inghilterra: “Sta facendo benissimo – racconta in esclusiva l’agente Silvio Pagliari ai microfoni di World Soccer Scouting – sia in campo che fuori. Lì sono diversi sia la vita che il calcio, Manolo si è subito trovato bene con i compagni e con l’ambiente. Ha avuto un impatto importante, ora deve consacrarsi in Nazionale. In Inghilterra si gioca un calcio box to box: ogni partita si gioca fino alla fine, sempre a viso aperto”.

Com’è andata la trattativa che l’ha portato in Inghilterra?
“Si è risolta all’ultimo, perché il presidente era innamorato del giocatore e non voleva darlo. Fino alla fine ha cercato di tenerlo. Poi con calma e con la collaborazione di Chiavelli e Giuntoli abbiamo lavorato alla cessione, per il bene del ragazzo e del Napoli. La trattativa era nata già nell’estate precedente, poi si è protratta”.

C’è stato un momento nel quale ha pensato che saltasse?
“Per un attimo ho avuto questa sensazione: dopo la sconfitta interna del Napoli contro il Palermo il presidente era su tutte le furie e ho pensato non volesse più lasciar andare via Manolo”.

Era molto ricercato all’estero, ma c’erano anche squadre italiane che lo volevano?
“Sapevo che il presidente non voleva darlo in Serie A, c’era un accordo tra di noi. Qualche chiamata importante c’è stata, ma non mi sono neanche seduto a parlarne. Il ragazzo era pronto per fare il salto all’estero”.

Cosa ha pensato la prima volta che ha visto Gabbiadini?
“Manolo ai tempi era nel settore giovanile dell’Atalanta, mi sono subito reso conto che aveva grandi qualità e una famiglia straordinaria dietro. Un ragazzo serio, umile, e come tutti i bergamaschi sapeva quello che voleva: dieci anni fa mi aveva già detto che il suo sogno era quello di giocare in Premier League”.

Chi è secondo lei il miglior giovane in Inghilterra?
“Credo che Kane del Tottenham sia un giocatore straordinario. Lo vedrei bene nell’Inter o nella Juventus, ma penso costi troppo per le squadre italiane”.

E in Serie A?
“Scontato dire Donnarumma, scelgo Bernardeschi. Sarà il prossimo colpo di mercato, se lo litigheranno i top club. Non mi meraviglierei di vederlo in Inghilterra, è un giocatore che può essere utile al Chelsea di Conte. Il campionato italiano è il più difficile, chi fa bene lì può giocare dappertutto”.

E il miglior talento in Europa?
“Gioca nel Bayer Leverkusen e si chiama Julian Brandt. E’ un classe ’96. Ha forza, velocità, tecnica… se fossi un club italiano lo prenderei ad occhi chiusi. E’ un giocatore fortissimo, lo vedrei bene nel nuovo Milan”.

Lei è stato anche responsabile del settore giovanile della Sampdoria, che esperienza è stata?
“Un lavoro straordinario. Fui chiamato 15 anni fa da Marotta e portammo giocatori che ora sono arrivati a grandi livelli come Marilungo, Cacciatore, Soddimo, Diakite… Grandi soddisfazioni, tra scudetto e consacrazione di giocatori”.

“Valzania diventerà un gran giocatore”

Chi è il giocatore che ha visto crescere alla Samp che le ha dato maggiori soddisfazioni?
“Sicuramente Guido Marilungo, oggi all’Empoli. L’ho seguito fin da piccolo, prima da responsabile del settore giovanile alla Sampdoria poi da procuratore. A livello giovanile ha vinto tutto, ha avuto un paio di ko che gli hanno frenato la carriera, ma nonostante tutto è rimasto ancora ad alti livelli”.

E il giocatore che pensava sfondasse e poi si è perso?
“Alessandro Romeo, era un giocatore straordinario. Una prima punta fisica che aveva anche esordito in Serie A. Purtroppo ha avuto tre/quattro infortuni al crociato. Oggi è svincolato”.

In Serie B lei ha Felicioli dell’Ascoli in prestito dal Milan. Che futuro ha?
“E’ un giocatore in prestito dal Milan, a fine stagione tornerà in rossonero e poi vedremo cosa fare. Ha diverse richieste in Serie A, ha fatto molto bene in B e ora è pronto al grande salto”.

È vero che è il pupillo di Inzaghi?
“Poco ma sicuro. Si sentono ancora oggi, so che Gian Filippo l’ha contattato dopo la promozione del Venezia in Serie B”.

Chi sono i migliori talenti della B?
“Valzania, ’96 del Cittadella che seguo io, Bonifazi (Spal) e Dickmann (Novara), anche loro classe 1996, assistiti dal mio socio Michelangelo Minieri. Ma mi sono piaciuti molto anche Meret della Spal e i tre dell’Ascoli Cassata, Orsolini e Favilli. La Serie B è un campionato dove ci sono molti giovani, una buona vetrina. Per fortuna la tendenza italiana sta cambiando, anche se non un po’ di ritardo”.

Meno di un mese fa il primo gol di Valzania in B. Che emozione è stata?
“Il bello di questo mestiere è che dopo 25 anni riesco ancora ad emozionarmi. Luca è un ragazzo che arriverà lontano per qualità tecniche e caratteriali. Avevo previsto il suo gol. Penso ne possa fare 4/5 a stagione ormai. Anche se subito dopo la partita gli ho detto subito di pensare alla prossima gara e al prossimo gol da fare”.

Quale sarà il suo futuro?
“Il cartellino è di proprietà dell’Atalanta, con il club nerazzurro ci siamo dati appuntamento a fine campionato. Potrebbe anche rimanere a Bergamo”.

È Antenucci il segreto di questa Spal?
“E’ un giocatore che in B sposta gli equilibri, un ragazzo straordinario che si sta caricando la squadra sulle spalle e la sta portando in Serie A. E’ il giocatore più forte della Serie B”.

Competenze

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Postato il

4 maggio 2017





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