Il ct dell’Under 17 Bigica: “Kean e Pellegri hanno la mentalità giusta. Ai giovani dico che…”

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Il ct dell’Under 17 Bigica: “Kean e Pellegri hanno la mentalità giusta. Ai giovani dico che…”

BigicaC’è un’Italia che cresce e corre veloce. L’Under 17 di Emiliano Bigica si è qualificata alla Fase Finale dell’Europeo di categoria, in programma in Croazia dal 3 al 19 maggio. Score quasi perfetto per gli azzurrini, con due vittorie (su Bielorussia e Belgio) e una sconfitta (contro l’Olanda) con la qualificazione già in tasca. Ai microfoni di World Soccer Scouting, il ct ci ha raccontato sensazioni e previsioni di questo Europeo.

Due vittorie su tre, come giudichi questa prima fase?
“Abbiamo fatto spesso risultati altalenanti, ma in gare ufficiali abbiamo sempre giocato bene, da squadra, con una mentalità aggressiva e offensiva. Nella Fase Elite non abbiamo avuto un girone facile, volevo capire cosa riuscivamo a fare: ci siamo qualificati in modo brillante, perdendo solo contro l’Olanda in quella che era una partita ininfluente. E forse poteva starci anche un pareggio. Ora l’obiettivo minimo è quello di passare quest’altro girone, poi ce la giochiamo. Crescerebbero fiducia e consapevolezza nei propri mezzi”.

Qual è il punto di forza di questa squadra?
“Sicuramente la mentalità, i ragazzi danno la sensazione di essere una squadra di club: è un gruppo molto affiatato. Questo aspetto si è avvertito ancora di più a ottobre, la prima volta che erano tutti insieme”.

Una caratteristica sulla quale bisogna ancora lavorare?
“La fase offensiva. Abbiamo cambiato spesso modulo giocando a una o due punte e tra gli attaccanti c’è poco sincronismo. Bisogna lavorare per creare più intesa tra di loro”.

Le due stelle della rosa sono Kean e Pellegri. Sono pronti per arrivare tra i grandi?
“Dipende da loro, sono due ragazzi forti. Ora devono cercare di stare con i piedi per terra e migliorare ogni giorno di più. Si diventa campioni se si ha voglia di fare sempre meglio e fame di vincere. Loro hanno grandi doti fisiche, forse devono migliorare la tecnica e le scelte di gioco. Io cerco sempre di farli divertire lasciandoli sereni e tranquilli, senza dare troppe responsabilità o mettere pressione”.

Che vuol dire avere in rosa due giocatori che hanno già esordito in Serie A?
“Sono due ragazzi d’oro che si sono messi a disposizione di tutti fin da subito. Sono venuti con la mentalità giusta, sanno che la squadra è prima di tutto un gruppo. Possono essere degli esempi per i loro compagni, anche se penso che i leader siano altri: Bettella ad esempio, ma anche Anzolin e Biancu. Sono leader silenziosi”.

“Non vorrei affrontare la Croazia. Visto che i giovani bravi ci sono anche da noi?”

Lunedì il sorteggio della Fase Finale, qual è la squadra che vorresti evitare?
“Germania, Olanda e Spagna le abbiamo già affrontate, le conosco. Eviterei i padroni di casa della Croazia. Però credo che siano gli altri che dovranno avere timore ad affrontare l’Italia…”

Ti sembra che in Italia ultimamente si sta puntando più sui giovani?
“Sembrerebbe così. L’Under 21 è fortissima, forse la migliore dopo quella del 1996 dove c’ero anch’io. Non ero d’accordo con chi diceva che in Italia non uscivano più buoni giocatori. L’importante è individuare i giovani sui quali puntare ed essere chiari con tutti. E’ giusto dare la possibilità ai ragazzi, altrimenti non sapremo mai se hanno talento o meno. Il mio consiglio è quello di fare la gavetta partendo dal basso: un anno in Lega Pro o in Serie B può fare bene”.

Quant’è importante la collaborazione che c’è tra le varie Under?
“Hanno svolto e stanno svolgendo un gran lavoro i coordinatori delle nazionali giovanili: da Sacchi a Viscidi. Da 7 anni a oggi il movimento nazionale italiano è migliorato molto, ottenendo risultati importanti. Nonostante abbiamo metodi diversi, siamo tutti collegati l’uno con l’altro: c’è sinergia dall’Under 21 in giù e lavoriamo tutti per la Federazione. E’ importantissimo anche lo scouting”.

Se ti chiamasse un club?
“Io sono contentissimo di far parte di questa famiglia, e in questo momento il mio obiettivo è l’Europeo, non vedo l’ora che inizi. Poi vediamo cosa succede: se dovesse arrivare una chiamata da un club, la precedenza ce l’avrebbe comunque la Federazione”.

Francesco Guerrieri (@francGuerrieri)

Competenze

Postato il

31 marzo 2017





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