Munir El Haddadi, nato in Spagna ma di chiare origini marocchine, ha svolto la trafila delle giovanili nel Barcellona. Si è fatto notare in particolare nella prima edizione della “UEFA Youth League” (2013/14), trascinando i catalani al successo con 11 marcature in 10 sfide (capocannoniere del torneo), tra cui quella decisiva in semifinale contro lo Schalke (1-0) e la doppietta in finale contro il Benfica (3-0). Promosso in prima squadra dal nuovo tecnico Luis Enrique già dal seguente ritiro estivo, il 24/8/2014, all’esordio ufficiale da titolare nella Liga, va a bersaglio contro l’Elche al “Camp Nou”. Chiude una splendida annata vincendo campionato, Copa del Rey e Champions League, totalizzando tra le tre competizioni 1 rete e 3 assist in 16 presenze. Inoltre prosegue la sua maturazione nella formazione B mettendo a referto 4 gol e 2 assist in 17 gare. Nel 2015/16 vince Supercoppa Europea, Liga, Mondiale per club e Copa del Rey, collezionando tra le quattro competizioni 8 reti e 4 assist in 21 partite, più 3 assist in 4 apparizioni in Champions League. Dopo aver vinto anche la Supercoppa spagnola e fatto un’altra apparizione in campionato, il 30/8/2016 passa in prestito al Valencia nell’ambito dell’affare che porta Paco Alcacer in maglia blaugrana. Qui totalizza 6 gol e 3 assist in 34 presenze. L’1/9/2017 va sempre in prestito all’Alaves. Con la Spagna, dopo aver fatto parte dell’Under 19 e 21, l’8/9/2014 debutta in Nazionale maggiore: convocato dal CT Vicente del Bosque dopo l’infortunio di Diego Costa, entra al 78′ del match vinto 5-1 contro la Macedonia, valevole per le qualificazioni agli Europei 2016.

VIDEO

RELAZIONE TECNICA

a cura di WSS del 25/08/2016

E’ un attaccante brevilineo dal fisico asciutto, dotato di buona velocità e accelerazione, nonché di un ottimo cambio di passo. E’ di piede mancino ed è tecnicamente molto bravo, possiede un buonissimo controllo di palla e sa dribblare gli avversari con finte e in corsa, inoltre ha un piede abbastanza preciso grazie al quale serve i compagni con passaggi e cross di ottima fattura; possiede infine pure un buon tiro, nel quale dovrebbe cercare però di imprimere maggiore potenza. Si occupa prevalentemente della fase offensiva, predilige portare lui il pallone e avvicinarsi alla trequarti per puntare l’uomo e creare superiorità numerica, per poi infine finalizzare l’azione con assist o conclusioni; ha fantasia e personalità, anche se talvolta cerca di strafare e tiene un po’ troppo la sfera.





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