Ethan Horvath è nato il 9 giugno 1995 ad Highlands, in Colorado. Ha iniziato a giocare al calcio nella U.S. Soccer Development Academy del Real Colorado, club giovanile che ha sede a Centennial, la città dove è cresciuta Missy Franklin, la pluricampionessa olimpica e mondiale di dorso. Horvath ha fatto diversi provini con Bristol, Manchester City e Stoke City. Nel 2013 ha firmato il suo contratto con i norvegesi del Molde, il club con cui si era allenato anche due anni prima.

Ha dovuto aspettare la riapertura del mercato il 15 luglio per firmare. Nei due successi del 2014, campionato e Coppa di Norvegia, non ha giocato, limitandosi a qualche presenza in panchina. Ha esordito nel 2015 nell’Eliteserien, il masimo campionato norvegese, nel 3-3 contro lo Stabaek il 16 maggio e mettendo insieme alla fine 17 presenze. E’ l’anno in cui arriva anche l’esordio in Europa League, nel 3-1 al Fenerbahçe.

Ethan Horvath, il Bruges, le panchine con Preud’homme e l’esordio USA

Lascia il Molde con 34 presenze comprensive di coppe nazionali. A gennaio è passato al Bruges, dove finora Michel Preud’homme, allenatore della squadra e storico portiere tra gli anni Ottanta e Novanta di Standard Liegi e Benfica, lo ha sistemato con il numero 22 alle spalle di Butelle: finora tra campionato e play off, 9 panchine. Ha fatto la trafila nelle nazionali fino a che il 7 ottobre 2016, Jurgen Klinsmann gli regala una presenza da titolare nella sfida amichevole chiusa 2-0 contro Cuba.

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RELAZIONE TECNICA

a cura di PAOLO FOTI del 26/04/2017

Foti CatanzaroPortiere con doppio passaporto americano/ungherese che gioca nel Bruges. Per i miei gusti ha le caratteristiche fisiche perfette del portiere di calcio: 195 cm, non muscolare e molto longilineo, ottima coordinazione nella corsa e nei movimenti in porta.
Portiere che ricorda l’olandese van der Saar. Sembra dotato di ottima personalità, bravo anche nello svolgere l’ordinaria amministrazione.
E’ evidente che ha assimilato molto bene la tecnica di alcuni gesti e molto meno di altri. Ottima parata nell’uno contro uno e nella parata a croce, male nelle uscite alte, sembra proprio che ci lavora poco, non attacca mai la palla, subisce troppo la traiettoria.
Nonostante l’ altezza sembra veloce e reattivo negli spostamenti e nel recupero posizione.
Fisico 4
Personalità 3
Tecnica 2
Voto complessivo 3





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