Beto da Silva nasce a Lima ma è in possesso anche della cittadinanza brasiliana, infatti muove i suoi primi passi nei settori giovanili dell’Internacional e del Gremio. Rientra in patria nel 2010 e prosegue la trafila con l’Universitario, l’Universidad San Martin de Porres ed infine lo Sporting Cristal. Promosso in prima squadra nel 2014, in due annate totalizza 8 gol ed 1 assist in 32 presenze vincendo uno scudetto. Il 3/1/2016 si trasferisce a parametro zero al Psv Eindhoven, con cui firma un contratto di due anni e mezzo con opzione per altri due e che lo aggrega alla propria formazione Under 21. Nello scorcio finale di stagione con la nuova maglia nella “Jupiler League” (seconda divisione olandese), colleziona 2 reti e 3 assist in 15 partite. Dopo altri 2 gol e 2 assist in 11 gare nella stessa categoria, il 20/1/2017 torna in Brasile acquistato per 400.000 euro dal Gremio, con cui firma un contratto quadriennale. Con il Perù, dopo aver fatto parte dell’Under 20, debutta in Nazionale maggiore il 24/5/2016, andando subito a bersaglio nell’amichevole vinta 4-0 contro il Trinidad & Tobago.

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RELAZIONE TECNICA

a cura di DANIELE PLACIDO del 10/11/2016

DANIELE PLACIDOCalciatore in possesso di discrete capacità condizionali, buon compromesso di accelerazione e velocità complessiva, è un normolineo che deve ancora strutturarsi completamente, ma dispone già di sufficente forza nelle gambe. Molto coordinato, difetta di resistenza, difficile stabilire se si tratti di una lacuna puramente organica o di pigrizia mentale, infatti corre prevalentemente palla al piede, situazione di gioco in cui esprime al meglio un ottimo bagaglio tecnico generale. Piede destro, sa gestire il pallone anche in spazi stretti, ma si esalta quando può dribblare e condurre con ampi spazi a disposizione e molto tempo utile per scegliere la giocata. Buona capacità di calciare. E’ sostanzialmente un talentuoso attaccante di chiaro stampo sudamericano, debutta in Perù come esterno d’attacco (prevalentemente a piede invertito) e viene spesso impiegato anche in posizione più centrale, da unico terminale offensivo. Molto istintivo tatticamente parlando, sta pagando il trasferimento in Europa e l’adattamento ad un calcio più organizzato. Sembra soffrire quando dispone di poco spazio/tempo per la giocata, forse retaggio del campionato peruviano in cui militava. Colpisce inoltre la sua difficoltà cronica di effettuare smarcamento, sia incontro al pallone che nello spazio. Lega poco e raramente corre in taglio con i tempi giusti. Questi aspetti generano quindi lunghe pause nella sua prestazione. In prospettiva possiede la qualità per determinare soprattutto negli ultimi 30 metri, grazie alle doti tecniche, la capacità di coordinarsi in area di rigore e buone doti realizzative sotto porta. Le occasioni da gol però sono ancora poche, sintomo, come detto in precedenza, di una scarsa qualità di movimento senza palla e di poca ferocia nell’aggredire la porta avversaria. Oltre che a livello tattico ed atletico, da lui ci si aspetta anche una maturazione sotto il profilo della cattiveria agonistica. L’utilizzo con la squadra B del PSV Eindhoven sembra stimolarlo poco (le prestazioni con la maglia della nazionale peruviana sono generalmente migliori), ma se vuole dar seguito ai lampi di classe apprezzati nei primi mesi di carriera in Perù, dovrà necessariamente crescere in mentalità e personalità.





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